I GUADAGNI CHE VERRANNO

Oggi in Europa ci troviamo nella strana situazione di dover investire o riparmiare i nostri soldi e dover recepire per questo un tasso di interesse negativo. Paghiamo affinchè detengano i nostri soldi.

A parte episodi sporadici, come le crisi degli ultimi giorni, siamo oramai abituati ad un mondo in cui si parla di tassi zero o negativi. Sarà un mondo che cambierà? E se cambierà, quali saranno le conseguenze di questo cambiamento?

Ne parleremo nell'evento Pranzo e Finanza, "L'approccio al Mercato Azionario" che terremo a Faenza nei nostri uffici in Via Galilei 2 dalle ore 13 alle ore 14 di giovedì 14 giugno.(Uffici Azimut)

Il mondo continuerà a crescere nei prossimi anni e lo farà in modo anche significativo. Le aziende continueranno a produrre utili e quindi guadagni per gli azionisti (seppure tra periodi di crescita prolungata e brevi recessioni).

Dall'altra parte il debito manterrà un profilo di rendimento molto basso anche nei prossimi anni. Questo fenomeno porterà probabilmente ad un forte cambiamento nell'approccio all'investimento. Si potrebbe delineare un passaggio progressivo e duraturo, dall'investimento obbligazionario all'investimento azionario.

Tuttavia per cogliere appieno questo trend e non rimanere intrappolati dalla psicologia e dalla emotività negli errori del passato, ci sono metodologie e strategie che ci possono aiutare a cogliere le grandi opportunità che i mercati ci riserveranno.

Iscriviti e vieni a partecipare al nostro seminario "L'Approccio al Mercato Azionario", solo 20 posti. Sicuramente trarrai un insegnamento importante su come far crescere i tuoi risparmi approfittando della forte crescita di cui probabilmente saremo protagonisti nel futuro.

 

 

CRISI E SPREAD

 

Nell'ultima settimana è tornato prepotentemente alla ribalta il termine SPREAD

Ovviamente non entro nei meandri politici istituzionali che hanno reso possibile questa deriva, tuttavia mi soffermerò brevemente su cosa significa e perchè ciascun risparmiatore non dovrebbe mai temere eventi di questo genere (per i propri risparmi) se ha a che fare con un consulente con il quale ha pianificato in modo serio e strutturato la gestione del proprio risparmio.

 

Lo SPREAD altro non è che il premio che un debitore poco affidabile deve pagare in più ai creditori rispetto a debitori considerati più affidabili. Nello specifico dello stato italiano, siccome la Germania è considerato lo stato più affidabile, lo spread rappresenta il di più da pagare rispetto a quanto pagano loro.

Lo SPREAD a 300, significa che su un prestito a 10 anni l'Italia paga il 3% in più sul suo debito. Va da sè che più il debito è elevato più gli interessi diventano importanti e vanno ad aumentare il monte complessivo del debito stesso fino a poterne compromettere il rimborso. Tuttavia si tratta "solo" di fiducia! Se riesci ad ispirare fiducia e serietà i creditori non avranno nulla da temere, il contrario in altro caso.

Come può il risparmiatore evitare shock di questo tipo? Il punto è sempre questo da oltre 20 anni....e da oltre 20 anni il mio suggerimento è sempre lo stesso. Il punto di partenza per la scelta degli investimenti sono la nostra condizione ed i nostri obiettivi, cioè quale meta vogliamo raggiungere. La prima domanda che ci dobbiamo porre è: Perchè devo investire il mio denaro? Conseguentemente, fondamentale è un check up di tutto quello che si ha per capire se ci si è mossi bene e se quello che si è fatto è allineato con la prima domanda. Dopodichè rispettare i fondamenti della buona strutturazione di un piano di investimento. Evitare assolutamente il rischio specifico che tanti danni ha fatto...e continuerà a fare (da Argentina a Cirio a Parmalat alle Banche ecc...) e impostare una buona diversificazione globale, diversificazione settoriale, diversificazione per strumento ecc... In questo modo non ci sarà mai alcun problema legato al nostro patrimonio generale perchè saremo legati alle sorti del mondo nel suo insieme, con strumenti più o meno finalizzati ai singoli obiettivi di vita.

Stiamo male, ci facciamo la domanda perchè stiamo male? Andiamo dal medico e facciamo un check up, conseguentemente riceviamo un vademecum di uno stiule di vita da tenere e di una serie di suggerimenti personalizzati per farci stare bene. Questo è quello che facciamo con la nostra salute, questo è quello che dobbiamo fare con il nostro patrimonio.

Contattami per approfondire come mettere in sicurezza in modo indipendente il tuo patrimonio.

 

 

WELFARE AZIENDALE Bologna 18 Aprile 2018

Nell’ultimo anno si è sentito molto parlare di Welfare Aziendale.

Secondo la normativa ci sono una serie di spese che non concorrono alla formazione della base imponibile IRPEF a tutto vantaggio di dipendente e azienda.

In questo modo l’imprenditore può decidere di premiare dipendenti meritevoli, o strutturare un progetto di implementazione di sistema a vantaggio di tutti i lavoratori.

Tutti i giornali ne hanno parlato e nel campo metalmeccanico si sono fatti i primi passi concreti.

-          Vuoi conoscere nel concreto strumenti e metodi per approfittare dei vantaggi della normativa sul Welfare Aziendale?

-          Quali sono gli elementi sia in termine di benessere che di prospettiva?

-          Come intervenire e quali strumenti possono aiutarti a creare un clima collaborativo e vincente per le tue risorse?

Iscriviti al Convegno di Bologna. A Villa Zarri, a Castel Maggiore dalle 18 alle 20, i posti sono limitati:

-  Con la partecipazione del Dottore Commercialista Niccolò Poggio - CBA Studio Legale e Tributario

-  Avvocato Gianvito Riccio - CBA Studio Legale e Tributario

-  Responsabile nazionale Welfare & Previdenza complementare Matteo D’Ettorre Azimut Capital Management SGR SpA

Iscriviti Ora, e nell’oggetto della mail inserisci WELFARE sarai immediatamente ricontattato per la prenotazione del Tuo posto.

Italiani e Mercato di OFFERTA

Oggi parleremo del mercato della Consulenza in Italia e della distribuzione dei Servizi Finanziari. Una opinione assolutamente personale che condivido con i clienti e riportata in diversi eventi sviluppati negli ultimi 15 anni. Lo spunto mi viene da un articolo del Corriere in cui si riprendono diversi studi riportanti la perdita relativa di ricchezza degli italiani (anche se la ricchezza finanziaria si è difesa molto meglio di quella immobiliare).

 

 

L’assunto di partenza è che il risparmiatore/investitore italiano, purtroppo è finanziariamente “poco competente

CONSOB nel suo report 2017 recita cosi:

Le rilevazioni per il 2016 confermano che le competenze degli italiani in materia di investimenti finanziari rimangono limitate.

Non sorprende che il 20% dei decisori finanziari affermi di non avere familiarità con alcun prodotto (il dato si attesta al 15% per il sottocampione degli investitori) e che il restante 80% dichiari più frequentemente di conoscere depositi bancari, titoli di Stato e obbligazioni bancarie, in linea con abitudini di investimento storicamente orientate dalla importante offerta di titoli del debito pubblico e dalle modalità di funding delle banche italiane.

Consob poi introduce il tema della Pianificazione Finanziaria e dei comportamenti relativamente a questo importantissimo aspetto in relazione con i comportamenti di investimento.

La Pianificazione Finanziaria, dovrebbe passare da una attenta analisi del bilancio familiare, dalla valutazione delle attività e delle passività, e dalla definizione attenta dei potenziali bisogni attuali e futuri della famiglia. Successivamente definire le risorse disponibili e implementare un piano di risparmio investimento congruente, con un processo di revisione costante pianificato tra consulente e famiglia/cliente.

In realtà, non conoscenza e eccessiva fiducia nel sistema distributivo (prevalentemente costituito da Banche), hanno fatto si che le motivazioni di investimento degli Italiani non siano mai state basate sulle necessità degli stessi, bensi sulle necessità dei distributori…..

Un po' di storia. Quando le Banche erano pubbliche collocavano quasi esclusivamente titoli di stato (con poca fatica…), dalla fine degli anni 90 privatizzazioni e necessità di fare utili hanno portato a spingere i clienti sul sistema fondi. Risultato, i risparmiatori hanno approcciato uno strumento fondamentale per la gestione dei propri investimenti nel modo sbagliato.  Successivamente la necessità sempre più forte di funding ha portato le banche a dovere emettere obbligazioni e quindi fare vendere i fondi! E chi comprava le obbligazioni delle banche senza giusto premio? Perchè …. Se me lo consiglia la banca….!?! I clienti retail non certo gli istituzionali! Consob nel 2011 metteva in guardia dal fatto che gli italiani erano il popolo con la percentuale di obbligazioni bancarie in portafoglio più alto in assoluto!!! Cosa è successo poi lo sappiamo tutti. Oggi, le Banche tornano con la necessità di fare utili e quando vai allo sportello non ci sono più le obbligazioni, ma altri strumenti. Dipende da come tira il vento….o meglio da quello che serve…..ma a chi?

Il consiglio quindi è che quando parlate di investimenti e risparmio, nella prima fase verificate che si parli di VOI, della vostra famiglia, dei vostri sogni e delle vostre necessità immediate e future, solo successivamente parlate di servizi e prodotti. Nel caso il consulente parta a rovescio, alzatevi e andate a sentire qualcun altro! Mi piacerebbe molto che il mercato italiano si trasformasse da mercato guidato dall’Offerta a mercato guidato dalla Domanda!!Dipende da tutti!

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