PASSAGGIO GENERAZIONALE e SUCCESSIONE

Cosa succede al tuo patrimonio o alla tua azienda se non fai nulla?

Ti sei mai fatto questa domanda?

In Italia il 95% delle successioni avviene senza testamento ed il patrimonio ricevuto in eredità negli ultimi decenni è aumentato, con la previsione di ulteriori aumenti nei prossimi anni.

La quota di famiglie che dichiara di aver ricevuto un lascito è cresciuta tra il 1991 e il 2002 dal 26 al 34 per cento, ed è rimasta su valori analoghi anche nel 2014 (Fonte Bca d’Italia).  

1/3 delle imprese con un fatturato superiore ai 50mio/€ subisce le tematiche del passaggio generazionale al momento dell’apertura della successione dell’imprenditore (Fonte AIDAF Associazione Italiana delle Aziende Familiari)

Solo il 13% delle imprese familiari italiane arriva alla terza generazione!

Se NON fai nulla:

1 – Frequenti liti in famiglia sulla spartizione della eredità, sia patrimonio personale che aziendale (solo per citarne alcuni, Angelo Rizzoli, Margherita Agnelli, Merloni, Lucio Dalla ecc…)

2 – Imposte allo Stato che possono diventare anche molto gravose, specie se sono presenti immobili e aziende; inoltre nei prossimi anni è probabile che tali imposte possano significativamente aumentare, anche sulla parte mobiliare, oltre che su quella immobiliare.

Al contrario, una corretta valutazione e programmazione successoria, porterebbe ad una OTTIMIZZAZIONE FISCALE (donazioni, nuda proprietà, usufrutto, polizze….) con un minor carico in capo agli eredi, ed alla risoluzione di tutte le problematiche relazionali, ed eventualmente, imprenditoriali.

Pensarci per tempo risolve molti problemi!

Ti piacerebbe sapere cosa succede al Tuo patrimonio se non fai nulla ed eventualmente quali vantaggi (fiscali, relazionali ecc..) ottieni ad agire?

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ITALIANI CON PIU' CASH IN PORTAFOGLIO

Indagine Banca d'Italia sui Redditi delle Famiglie Italiane 2016

I principali risultati

Il reddito medio delle famiglie italiane rilevato dall’indagine sul 2016, a prezzi costanti e corretto per confrontare tra loro nuclei familiari di diversa composizione, è cresciuto del 3,5 per cento rispetto a quello rilevato dalla precedente indagine sul 2014, dopo essere pressoché ininterrottamente caduto dal 2006. E’ inoltre cresciuta la quota di nuclei familiari che nel corso del 2016 sono riusciti a risparmiare. Secondo le famiglie, il reddito avrebbe continuato a crescere anche nel corso del 2017.

Tuttavia è aumentata la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che, misurata dall’indice di Gini, è tornata in prossimità dei livelli prevalenti alla fine degli anni novanta del secolo scorso.

 

Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta media è diminuita del 5 per cento a prezzi costanti, in linea con le evidenze desumibili dalle statistiche aggregate disponibili, proseguendo la flessione avviatasi nel 2010

Come in passato, il calo è stato determinato dall’andamento delle attività reali che ha riflesso prevalentemente la riduzione del valore degli immobili.

 

Le attività finanziarie

Alla fine del 2016, la quota di famiglie che detenevano attività finanziarie è ancora salita, all’84 per cento dal minimo del 79 per cento raggiunto nel 2012, tornando sui livelli prevalenti prima della crisi finanziaria. Il problema tuttavia è che solo circa il 22 per cento deteneva almeno un’attività finanziaria diversa da depositi bancari o postali in conto corrente (circa il 26 per cento nel 2014).

Questo comportamento ovviamente, aumenta ulteriormente le differenze tra la parte più ricca (che utilizza i risparmi per farli crescere attraverso investimenti diretti o risparmio gestito approfittando degli andamenti dei mercati internazionali) e la parte meno abbiente che per paura o incertezza mantiene il patrimonio in cash.

Infatti le famiglie appartenenti al quinto più povero detengono principalmente depositi; nelle classi centrali di ricchezza netta cresce progressivamente la quota di titoli di Stato, obbligazioni private e investimenti gestiti (prevalentemente fondi comuni); sono soprattutto le famiglie appartenenti al 20 per cento più abbiente a detenere direttamente azioni e ad affidare la gestione di una parte cospicua delle loro attività finanziarie a operatori professionali.

Rimane inoltre molto bassa la percentuale delle famiglie che aderisce ad un fondo pensione. Secondo l’Indagine, solo nel 15 per cento delle famiglie almeno un componente ha dichiarato di aderire a fondi pensione o assicurazioni vita per integrare la pensione pubblica; la quota è più elevata al Centro Nord (17 per cento; 11 per cento nel Mezzogiorno). Tra i lavoratori dipendenti, queste forme di previdenza integrativa sono più diffuse tra i dirigenti (43 per cento; circa il 25 e il 14, rispettivamente, tra gli impiegati e gli operai).

Dall’indagine si evince quindi che l’utilizzo di strumenti diversi per la gestione delle proprie risorse rispetto al cash, aiuterebbe a migliorare nel tempo la situazione ed il benessere della popolazione complessiva. Serve ed è fondamentale un miglioramento della educazione finanziaria degli italiani, che porterebbe come in altri paesi a miglior consapevolezza e ad un utilizzo più idoneo delle proprie risorse finalizzato al raggiungimento dei propri obiettivi di vita.

Contattami per migliorare la gestione del Tuo patrimonio.

 

Fonte- Banca d’Italia

 

OPPORTUNITA' : I PAESI EMERGENTI ?? SI CON UN BUON PROGETTO DI ACCUMULAZIONE

Negli ultimi mesi i paesi emergenti sono stati oggetto di forti vendite sui mercati azionari, obbligazionari e valutari.
Dubbi sulla crescita, sui debiti, e su alcuni governi di grandi paesi in via di sviluppo hanno portato gli investitori a ridurre le proprie scommesse su questi grandi paesi che tuttavia mantengono prospettive demografiche di gran lunga positive se raffrontate ai paesi sviluppati che invece sono destinati ad un lento e progressivo invecchiamento.
Queste situazioni hanno portato le azioni di questi paesi a livelli estremamente interessanti. Sappiamo bene che la paura è il peggior nemico dell'investitore, e negli emerging la paura negli ultimi mesi la ha fatta da padrona.
Tuttavia se ci fermiamo a guardare i valori, ci sono alcuni elementi fondamentali che ci portano a valutare con molto interesse la situazione:
1 PE (Rapporto Prezzo Utili. Quanto pago l'azienda in base agli utili che fa)
A Settembre, i P/E dei mercati dei paesi sviluppati si aggiravano attorno a 16x, non lontano dalla loro media storica, mentre i P/E dei mercati emergenti erano a 10x, sui livelli minimi degli ultimi 10 anni, vicini ai livelli del 2009.
2 - CAPE dei listini azionari (Price Earning dei mercati aggiustati per il ciclo economico. Una misura molto più adeguata rispetto al semplice PE)
A fine settembre le azioni dei mercati emergenti erano scambiate a un CAPE di 11x (cyclically adjusted price-to-earnings ratio e Shiller PE) livelli più o meno corrispondenti ai minimi del marzo 2009 durante la crisi finanziaria globale. Nello stesso periodo l’indice USA S&P500 si posizionava a 25x. Si tenga presente che le attuali valutazioni statunitensi sono nel primo decile dei dati storici, mentre le valutazioni degli Emerging Markets stazionano sul fondo del settimo percentile degli ultimi 25 anni. Se ci piace fare la spesa con gli sconti.....potremmo accomodarci.
3 -Valute
La fuga dai paesi emergenti ha causato il forte calo delle rispettive valute, che si trovano mediamente ai minimi degli ultimi 20 anni.

Una valutazione cosi differenziata degli emerging vs USA e mondo, ci porta indietro al 1998, quando la bolla tecnologica si stava gonfiando facendo crescere i listini azionari degli Stati Uniti, mentre la crisi finanziaria asiatica e il default russo spingevano al ribasso le borse dei mercati emergenti. Gli investitori che avessero comprato in quel periodo azioni emergenti, pur soffrendo in fase alterne di maggiori oscillazioni, avrebbero comunque accumulato performance annualizzate del 10% maggiore rispetto ai listini azionari statunitensi. L’osservazione risulta molto semplice: per chi rimane concentrato solo ad una performance di lungo termine le attuali valutazioni relative sono un’occasione da valutare attentamente in una logica di accumulo ben pianificata. Sappiamo bene che è meglio comprare quando tutti vendono, tuttavia non sempre siamo capaci di farlo. L'impostazione di un piano che ci permetta di operare abbassando le tensioni emotive è sicuramente la scelta più adatta, specialmente in queste condizioni.
Contattami per approfondimenti.
Fonte dati : Azimut, PIMCO

Finisce un'era - Rendimenti BOT e CTZ negativi

 

Per la prima volta oggi, il BOT a 6 mesi è stato collocato in asta a un rendimento medio ponderato negativo.
I sei miliardi di titoli sono infatti stati assegnati ad un tasso medio ponderato del -0.055%. Questo significa che paghiamo lo stato perchè ci tenga i nostri risparmi........!! Anche ieri, l'asta dei CTZ agosto 2017 aveva sperimentato il tasso negativo. Collocati 1,75 miliardi al rendimento di -0.023% senza precedenti nella storia.
Tutto questo si sta realizzando grazie anche alle dichiarazioni di Draghi, secondo cui il QE (Quantitative Easing), cioè l'acquisto di titoli sul mercato potrebbe essere aumentato o addirittura esteso a partire dalla fine dell'anno in corso per rilanciare economia ed inflazione positiva. Inoltre, molto chiaramente, tassi negativi sono indispensabili per consentire agli stati europei una sostenibilità sul debito. I debiti dei paesi europei sono molto elevati (specialmente i paesi di periferia), quindi tassi bassi o negativi aiutano a ridurre l'indebitamento complessivo spostandolo nel tempo e con progressività sui risparmiatori (in termini di perdita di potere di acquisto degli investimenti).
Diventa quindi necessario per il risparmiatore/investitore modificare le abitudini, guardare oltre il piccolo paese di periferia ed internazionalizzare le proprie visioni di investimento per poter cogliere le opportunità che si presentano, spesso al di fuori di quello che una volta era il solo campo conosciuto.
Ovviamente bisogna avere più pazienza ed occorre iniziare a pensare come veri investitori. L'alternativa è avere la CERTEZZA della PERDITA, lenta e costante dei propri soldi in termine di potere di acquisto.
Contattami per saperne di più.