INVESTIMENTI 2019 che fare?

ll 2018 dei portafogli investimenti si è chiuso come abbiamo tutti avuto modo di vedere nel peggiore dei modi.

Nel 2018 oltre il 90% delle attività investibili nel mondo registra, sui 12 mesi, risultati negativi. Da questo punto di vista è stato un anno peggiore perfino del 2008 o del 2011. Cosa significa? Significa che qualsiasi cosa io avessi comprato avrebbe avuto un andamento negativo e dal 1900 ad oggi non si è mai verificato un anno così.   

 

I motivi di tutta questa negatività sono ricercabili e ritrovabili a posteriori in 3 eventi di politica economica che si sono succeduti e che, stanno a tutt’oggi, influenzando le valutazioni:

1 - La politica di Trump “USA first” con la conseguente strategia dei dazi commerciali soprattutto verso la Cina, e la ricerca continua di accordi bilaterali versus accordi commerciali collettivi che riguardino tutta la comunità globale.

2 - Italia e Brexit che hanno creato una destabilizzazione dell’area europea. L’incertezza in considerazione delle politiche economiche intraprese dall’Italia, e su come effettivamente avverrà il divorzio UE-GB hanno penalizzato fortemente mercati azionari ed obbligazionari europei.

3 - Peggioramento delle “condizioni finanziarie” della corporate USA, tema ripreso anche dalla Fed (Banca Centrale Americana) il 19 dicembre 2018. Queste problematiche probabilmente condizioneranno anche la prima fase del 2019.

Quindi cosa succederà nel 2019 e quali decisioni potremo intraprendere sui portafogli?

C'è da sottolineare come il mondo nella sua complessità, pur se in rallentamento continui la sua crescita. Inoltre i mercati hanno già scontato molto della possibile crisi che potrebbe verificarsi, infatti i mercati azionari hanno sviluppato ribassi che dai massimi precedenti superano in molti casi i 20 punti percentuali ed oggi quotano in gran parte su valutazioni al di sotto delle medie di lungo periodo. 

La storia insegna che se siamo in grado di sfruttare i cali di mercato, questi cali possono rappresentare una grande opportunità. Nella tabella sottostante ripresa da Capuani, si vedono tutti i maggiori ribassi della storia sul mercato americano (S&P500) avvenuti su un arco temporale di un trimestre! E cosa è successo nei 12, 36 e 60 mesi successivi. 

Il 2019 probabilmente, almeno nella sua prima parte, potrà ancora metterci di fronte a sfide importanti e volatilità, ma prezzi interessanti e storia di crescita economica globale ci suggeriscono che più che aver paura di queste situazioni, si potrebbe avere il coraggio di implementare dei progetti di accumulazione. Questo ci consente di affrontare con serenità e fiducia i prossimi trimestri, con la consapevolezza che le aziende di tutto il mondo continueranno la loro crescita nel tempo ripagando con i loro utili, coloro che avranno avuto la forza e la determinazione di rimanerne soci nel tempo.

Contattami per approfondimenti.

 

 

SICUREZZA - I FONDI COMUNI LUSSEMBURGHESI

Negli ultimi giorni con la discussione sulla legge di bilancio sono tornati l'ampiamento dello spread e la volatilità sui mercati finanziari.

Ovviamente non è mia intenzione entrare nelle motivazioni di questi accadimenti, tuttavia viste le continue domande e paure di molti risparmiatori sugli strumenti finanziari in loro possesso, vediamo quali potrebbero essere le possibili conseguenze di eventuali uscite dall'euro, ridefinizioni del debito italiano od eventuali piani di strutturazione in due valute, euro A ed euro B su alcuni dei più utilizzati strumenti di investimento degli italiani.

Partiamo ed esaminiamo per primo il "Fondo Comune di diritto Lussemburghese".

Intanto è un Fondo Comune di Investimento, con le caratteristiche distintive ed i vantaggi dei fondi comuni e cioè:

- DIVERSIFICAZIONE (i fondi sono investiti in una pluralità di strumenti finanziari emessi da una pluralità di soggetti a livello mondiale, a seconda della tipologia del fondo. Questo dà la certezza al sottoscrittore di non rimetterci i soldi, in quanto non sarà mai soggetto al rischio specifico, ma unicamente al rischio legato al prezzo delle attività sottostanti. Unico rischio di perdere tutto........la fine del mondo!)

- SEPARATEZZA PATRIMONIALE (i soldi sono dei clienti e vengono depositati in una Banca Depositaria in un conto segregato. La Banca Depositaria controlla l'operato della SGR, Società di Gestione, che svolge l'attività vera e propria di gestione del denaro)

- CONTROLLI (oltre al controllo formale sulle operazioni della Banca Depositaria, le SGR, la Banca Depositaria stessa e i fondi sono soggetti ai controlli delle autorità di Vigilanza del paese in cui operano)

Se fallisce la Società che colloca il fondo cosa succede? NULLA, chi colloca non ha alcun diritto sugli investimenti dei clienti.

Se fallisce la SGR che gestisce il fondo? NULLA, i soldi sono intestati al cliente che possiede il fondo e c'è SEPARATEZZA PATRIMONIALE tra soldi del Fondo (e quindi dei clienti) investiti in tutto il mondo e i soldi della SGR.

Se fallisce la Banca Depositaria? Idem come sopra. I soldi sono in un conto segregato e separato dal patrimonio della BANCA DEPOSITARIA.

Una vera e propria cassaforte!

 

 

Il fatto che sia Lussemburghese, significa che opera in Lussemburgo, la Banca Depositaria è Lussemburghese ed è soggetto alla regolamentazione Lussemburghese. Questo offre ulteriori vantaggi nell'ottica di una eventuale Italexit in quanto appunto, la legislazione di riferimento sarebbe quella Lussemburghese e non quella Italiana.

I soldi non sono in ITALIA, quindi se l'Italia uscisse dall'euro, il patrimonio del fondo continuerebbe ad essere quotato e valorizzato nella valuta del fondo stesso, EURO, e non sarebbe convertito in lire. Stesso discorso con EURO A ed EURO B, qui saremmo sicuramente in EURO A.

Il vantaggio quindi per il detentore di fondi lussemburghesi è che l'uscita dall'euro comporterebbe per l'italiano una forte svalutazione iniziale della moneta ed una ridenominazione (cosi evidenzia anche il Sole 24 Ore in un articolo di Maggio), di tutti i debiti nazionali e di tutte le emissioni con codice ISIN che iniziano con IT. Avere i propri risparmi in lussemburgo denominati in Euro, con codice ISIN iniziale LU e con la maggior parte degli strumenti interni di investimento con codici internazionali, significherebbe non subire detta svalutazione, ma mantenere invariato il proprio potere di acquisto!

In molti evidenziano come, la svalutazione iniziale per un paese come l'Italia potrebbe essere nella prima fase in un intorno del 30%. Se così fosse, ad esempio, l'investitore in strumenti ridenominati si troverebbe con un valore dei suoi soldi inferiori del 30% rispetto al giorno prima (identico discorso per chi detiene i soldi in conto corrente). Coloro che detengono fondi di investimento con all'interno strumenti internazionali manterrebbero invece invariato il valore dei propri soldi, ritrovandosi più ricchi di coloro che detengono soldi ad esempio sui conti correnti.

Esempio: Un auto costa 100.000 euro. Uscita dall'euro, cambio 1:1, 100.000 euro diventano 100.000 lire. Con la svalutazione successiva immediata del 30%, con i soldi in cc mi trovo 100.000 Lire con le quali però acquisto solamente 70.000 euro di beni. Se il venerdi avessi voluto comprare un auto che costava 100.000 euro avrei potuto farlo.....il lunedi post-svalutazione invece, dovrei aggiungere un 45% circa di denaro in più....per arrivare ai 100.000 euro per acquistare l'auto.

Quindi non posso più comprare l'auto che avrei potuto comprare fino al giorno prima. L'investitore con i soldi in un fondo lussemburghese mantiene i suoi 100.000 euro e può ancora comprarsi l'auto. Risultato? Colui che ha investimenti in fondi lux e strumenti con ISIN internazionale si trova improvvisamente più ricco di circa il 45% rispetto ai cittadini con i soldi sui conti correnti o detenuti in strumenti emessi con codici ISIN che iniziano con IT.

OICR Italiani e GPM ?

Per queste tipologie di strumenti OICR (fondi comuni), GPM (Gestioni Patrimoniali) e rapporti bancari, essendo domiciliati in Italia sarebbe molto più probabile una ridenominazione nella nuova valuta. Questo potrebbe valere anche se la GPM fosse su Banca incaricata Estera, in quanto il deposito si configura come accessorio al servizio di investimento prestato in Italia. Ovviamente in seconda battuta rimane rilevante il codice degli strumenti presenti all'interno dei fondi italiani.

Ovviamente ci tengo a sottolineare che si parla sempre di eventualità molto estreme e considerando i framework legali e strutturali attuali. Tuttavia la conoscenza delle possibilità a nostra disposizione ci permette di poter effettuare le scelte nel modo più consapevole possibile.

Contattami per avere ulteriori delucidazioni.

SCEGLIERE IL "CONSULENTE FINANZIARIO"

Quando ci troviamo alle prese con del risparmio e dobbiamo iniziare a pianificare una corretta allocazione delle risorse è necessario identificare una persona con la quale condividere le scelte e che sia in grado di aiutarci in questo processo. Tuttavia quali sono le caratteristiche che deve avere la persona che individuo per affiancarmi nelle scelte di investimento? Vediamo alcune:

                                             

    1 - Sicuramente deve avere dei requisiti professionali certificati. Quindi essere iscritto all’albo unico dei Consulenti Finanziari al quale si accede previo superamento di un esame. Inoltre costituisce titolo preferenziale una ulteriore certificazione professionale, Efpa o Eip che garantiscono una ulteriore formazione specifica e l’obbligatorietà di esami di formazione e aggiornamento.                                                                                                                   

Verificate il curriculum della persona con la quale decidete di parlare.

Non è sufficiente entrare in una banca e parlare con l’addetto dietro alla scrivania..…...dobbiamo verificare che abbia i giusti requisiti. D’altronde non entreremmo in ospedale a farci operare dall’addetto alle pulizie (che magari sta momentaneamente alla scrivania)…..è importante verificare che la persona con la quale parliamo sia iscritto all’albo dei medici chirurghi…..o no?

   2 - Deve possedere dei requisiti personali importantissimi affinchè ci si possa fidare, in quanto la sua capacità di dare soluzioni congrue, passano da competenze tecniche ma anche dalla conoscenza della situazione di ciascuno di noi. Quindi :

        a - Deve ascoltare in profondità. Deve fare più domande possibili. Se trovate un consulente che vi da subito una soluzione …. che ha il prodotto pronto, “diffidate”. E’ come se andaste da un medico ed alla domanda “voglio stare bene”,vi                   indicasse subito la pillola della felicità….i danni sono pronti ad arrivare!  

        b - Deve interessarsi alla vostra situazione, familiare, relazionale, patrimoniale, lavorativa, fiscale, aziendale, chiedere, chiedere ,chiedere.

        c - Deve puntare ad una relazione di lungo periodo! In una relazione di lungo periodo, si vince insieme. E’ interesse di entrambi che si trovino soluzioni che portino ad un vantaggio reciproco. Purtroppo negli ultimi anni le banche tendono a                 cambiare con un ritmo sempre più elevato coloro che seguono le persone. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

        d - Deve dare e chiedere feedback continui sulla situazione patrimoniale, finanziaria e di vita dei propri clienti.

   4 - Deve essere in grado di spiegare le cose in modo semplice e deve farsi capire.

   5 - Deve essere una persona fiera del proprio lavoro, perchè convinta che con il suo aiuto le persone staranno certamente meglio, faranno crescere i propri patrimoni e raggiungeranno i loro obiettivi di lungo termine.

Alcuni pilastri li abbiamo sviscerati, ora potete andare alla ricerca del vostro consulente di fiducia, abbandonate le vecchie abitudini e scegliete quello giusto per VOI.

Contattami per approfondimenti

PRIVATE DEBT - La nuova frontiera degli investimenti

Siamo tutti a conoscenza di quanto sia difficile oggi avere dei rendimenti positivi nel mondo dell'investimento obbligazionario o del reddito fisso.
L'investitore italiano, abituato a decenni di cedole generose, deve fare i conti con un mercato in cui avere una cedola superiore all'1% significa mettere in campo un "tempo di investimento" minimo superiore ai 3 anni. Ovviamente lo stesso deve anche assumersi la responsabilità di poter sopportare significative oscillazioni potenziali sul prezzo del titolo (obbligazione o titolo di stato), così come abbiamo visto anche solamente un mese fa, quando in concomitanza con un ritorno di volatilità sul debito italiano, i BTP a tre anni hanno riportato variazioni negative di circa 3/4 punti percentuali.

A questo punto dove può guardare l'investitore per poter diversificare questa fonte di redditività in modo da poter alzare il rendimento atteso dei suoi investimenti?
Un esempio può essere il PRIVATE DEBT. Da qualche anno in Italia si parla di Private Debt ... ma di cosa si tratta ed, eventualmente, come può il piccolo risparmiatore approfittare di questo nuovo mercato di investimento?
Il Private Debt consiste nel finanziamento, da parte di fondi dedicati, dello sviluppo delle piccole e medie aziende. Attraverso questi strumenti, obbligazioni senior, minibond, ibridi, prestiti garantiti, ABS ecc... si finanziano direttamente le aziende di medie dimensioni.
Si tratta di prestiti diretti, finalizzati alla crescita dimensionale o allo sviluppo internazionale delle aziende stesse effettuati da fondi chiusi dedicati. L'accesso a questi fondi fino ad oggi era riservato ad investitori istituzionali o family office, tuttavia a breve partiranno fondi dedicati il cui accesso sarà reso possibile anche ad investitori retail.


Questo mercato in Italia è cresciuto molto negli ultimi anni passando dai 150 mln investiti del 2014 ai 640 mln investiti del 2017, con rendimenti medi superiori al 5% (Fonte AIFI-Deloitte Febbraio 2018). Guardando a livello internazionale i ritorni assoluti di questa tipologia di investimento è addirittura mediamente ancora superiore all'esperienza italiana degli ultimi anni.


Ovviamente il costo da sopportare per avere un rendimento significativamente superiore alle normali condizioni del mercato obbligazionario è legato al periodo di detenzione medio dei prestiti che si aggira tra i 5/8 anni e dalla illiquidità della soluzione.
Attraverso la partecipazione ad un fondo di Privat Debt, posso dunque investire in obbligazioni e finanziamenti a società, garantendomi rendimenti nettamente superiori alla media di mercato, pagando come prezzo l'illiquidità dello strumento stesso fino a scadenza o avendo liquidazioni parziali con determinati meccanismi di rimborso o stacchi cedolari che dipendono dalla natura del fondo e degli strumenti inseriti al suo interno.

Sicuramente un nuovo strumento di straordinario interesse per gli investitori, sia in termini di opportunità e redditività che di educazione! Infatti, insegna a pianificare correttamente le esigenze legate al proprio patrimonio e a tempificarle per il periodo di riferimento legato ai prestiti effettuati per il tramite dei fondi chiusi.
Finanziamo l'economia reale e cresciamo con le nostre aziende.
Vuoi sapere come poter partecipare e come approfittare di queste opportunità?
Contattami per avere ulteriori informazioni.